#36 - Foresto

Lahar Magazine è una posterzine indipendente.

Tema del numero

Sìe ore ea cresse, sìe ea càea’: ogni sei ore l’acqua entra dal mare alla laguna, per poi ritornarci. Modo di dire veneziano rivolto chi si arrabbia perché le cose vanno storte: presto tutto si riassesterà nel verso giusto, con la complicità dell’acqua e delle condizioni atmosferiche. La marea va e viene; un attimo prima sembra sommergere ogni cosa, l’attimo dopo lascia tutto esposto alla vista.

Le isole della laguna. Luoghi sperduti, ambienti isolati, il verde spelacchiato che riverbera sull’acqua che si muove appena. Avvolte dalla spiritualità del silenzio, appena rotto dal rumore di sottofondo della laguna. L’altra Venezia, la sconosciuta ai transatlantici che la guardano da lontano: quella dei transiti infiniti, del commercio brulicante, dell’incessante mercanteggiare. O la Venezia deserta, quando le calli al mattino ospitano solo il primo sole; indigena, brulla e sconsolata, calpestata solamente da chi vive delle sue compravendite, di ombre e di spunci e si nasconde dalla calca e dalla fiumana di macchine fotografiche. La città ondeggiante che rifugge la tranquillità simbolica dell’entroterra solido e rassicurante. Venezia teatro di scambi, baratti, furti, acquisti, amori di contrabbando. Tintinnano le monete nelle tasche dei mercanti! Furbi compratori fingono disattenzione. Foresti compaiono qui e lì per l’occasione, per il ritrovo: il mercato. Luccicano le pietre preziose, brillano gli ori, i tessuti damascati ondeggiano tra le mani, mentre nubi d’incenso saturano l’aria già gonfia di sale. Cosa compreresti, tu? Cosa ti potrebbe attrarre verso l’incerto continente? Cosa, invece, ti spingerebbe a lasciare ogni saldo ormeggio e gettarti nel mare aperto?

Immagina di essere il mozzo di una muda, un ricco mercante bizantino, un gondoliere alticcio, una venditrice di ventagli, il portiere di un albergo che sta sprofondando. Immagina di possedere la saggezza di chi, solo, conosce il mare e conosce le imperfezioni del genere umano. Un po’ santo, un po’ puttana.

Arriva la notte e le strade del mercato lentamente si spopolano. Nei campi e nelle calli l’eco del calpestio si affievolisce. Ma la brezza leggera rimane intrisa di odori.

Scegli la tua isola. Scegli cosa vendere o cosa comprare. Prepara scudi, ducati e zecchini. Organizza il tuo banchetto, senza dimenticare il pesce conservato in salamoia e il vino guastato dalla navigazione.

Da dove vorresti partire? Dove vorresti approdare? Tra l’oscurità di Poveglia o dell’isola degli Armeni; i tesori annegati di Ammiana e San Marco in Boccalama; i ricami di Burano, la vetreria rutilante di Murano o le diciassette anime che popolano Torcello. Da dove provieni e dove vai? Qual è la tua moneta di scambio?

Issa la tua vela: il vento sta per soffiare.

Rievocando un’angoscia ancora impossibile da dimenticare o un’immagine spaventosa e indelebile, come nel cinema horror vecchia scuola.

Gli archetipi della fifa giovanile richiamano oggetti, personaggi e stereotipi: buio, sangue, cameretta, Profondo rosso, uomo nero e mostri in genere, bambola, scantinato, bosco, pozzo, case abbandonate, cacarella, prove di coraggio, assi scricchiolanti, il bullo della scuola, pagliacci e nani da giardino sorridenti, finestre socchiuse, tende sventolanti, gatti neri, E. A. Poe, occhi nelle tenebre.

In questo numero


My Minotauro

di Carmen Barbieri

Per dieci lunghi anni ho amato un Minotauro. Sui titoli di coda lui renderizzò il tutto a qualche settimana o poco più. È del Minotauro fingere di dimenticare, fa parte del suo istinto. Ci conoscemmo a un… Read More

Venezia è un imbroglio

di Andrea Rilievo

Campane. Un funerale, forse il mio. Ma non può essere: la palpebra mi dà prurito, sono ancora vivo. È la Madonna dell’Orto, il meccanismo deve essersi inceppato. Succede una maledetta domenica su due, d’estate è un inferno. Il… Read More

Un sorriso a San Marco

di Mirko Sgarbossa

Il gioco di luci della lanterna di prua affascinava il passeggero. Venezia abbracciava l’incedere della gondola, i suoi palazzi scrutavano sonnecchianti l’imbarcazione. “Quando moriranno i figli dei tuoi figli, noi saremo ancora qui”. Questo pensavano. Case sull’acqua. Eterno simbolo… Read More

Selfiesintesi clorofilliana

di Paolo Battaglino

6 CO2 Indipendenti l’una dall’altra, ma infine gruppo, colonia, noi respiriamo sincrone e sorridiamo al brulicare di quegli esserini sotto di noi e ridiamo, ridiamo fino a sobbalzare, divenendo marea verde che singulta, dal ridere e dallo sconvolgimento… Read More

Sbronza

di Gloria Presotto

Venezia dopo la pioggia di metà giugno, quando i miasmi salmastri della laguna ti legano a essa in un abbraccio estenuante, è un avamposto dei tropici. Mentre cammini tra le calli il vapore mozza il fiato, illanguidisce le membra. Read More

Praja

di Mattia Fortunati

Magia. Non basta questa parola per descrivere una città come Venezia, ma ci si va davvero molto vicini. Venezia ha questa caratteristica unica, riesce a rendere tutto più magico. Gli edifici, le calli, le persone stesse, hanno addosso un’aurea… Read More

Ombra

di Valentina Gonzo

La morte è la porta per viaggiare nel tempo. E tu sei il viaggiatore, quello dei Mercanti di Liquore, che quando smarrisce la rotta ha il mondo davanti a sé. Che lascia gli amori sospesi e non ritornerà. Read More

Nebbia

di Ciro Gazzola

Uscito dall’appartamento del pittore veneziano mi perdo. Ho seguito le sue indicazioni, sono andato a destra e poi ho girato a sinistra alla terza calle, ma della mia pensione nessuna traccia. A Venezia le indicazioni non servono – mi… Read More

Morte a Venezia di un cristallo siriaco

di Federica Iacona

Tre tonfi sordi sul legno; l’ultima, rapida resistenza del coperchio e poi ecco la luce indorare la mia raffinata molatura. Mani svelte sfilano il panno lanoso che ha protetto le mie fragilità in queste sofferte settimane di viaggio. I… Read More

Ma dove vanno i profughi?

di Alessandro Corrado Baila

Si può sapere dove vanno i profughi che passano ogni giorno a piedi o in bici per la tua via? Qual è la loro meta quando vanno verso nord? Le stradine piene di sensi vietati e rattoppi eseguiti alla… Read More

L’ombra del vino

di Emilio Lo Giudice

Tutti i veneziani sanno cosa sia un’ombra e quasi tutti sanno che il bicchiere di vino prenderebbe il suo nome dall’ombra del campanile in piazza San Marco che riparava dal sole le bancherelle dei venditori ambulanti di acquavite. Altri… Read More

Incantatrice di maree

di Alessandra Sciarrino

Spuma. Acqua d’un color che l’azzurro ciel invidia ma che, come un diamante grezzo, plasmata acceca con la sua fortuna. Come una lussuriosa figlia d’un re, tanto amata, tanto odiata, tanto desiderata e tanto violata. Mani ingenue,… Read More

Il serenissimo principe fa sapere

di Chiara Velicogna

Spesso faccio un esperimento mentale, quando arrivo la sera a Venezia, e uscita dalla stazione mi lascio alle spalle il comune modo di vivere del mondo nel XXI secolo. Funziona così: si sceglie una data a caso, prima del… Read More

Il pirata

di Eleonora Fabris

Accende la sigaretta con un gesto secco della mano. Lo schiocco metallico dell’accendino, la fiamma tremante e bluastra. Rientra nella penombra dorata della libreria in uno sbuffo di fumo. La sera si allunga pigra nella calle anonima che… Read More

Il mercante di spezie

di Andrea Benetti

Alla mia Marta. Venezia, 18 giugno 1717. Dalla laguna sale una nebbia fitta e penetrante. Bussa alle ossa, insiste arrogante. Il campiello è gremito di gente. Ovunque imperano i vestiti sfarzosi e i profumi della nobiltà, in una… Read More

Il mercante di luce

di Federica Consogno

Sior patrizio, prego avvicinatevi. Son Chéco della Spinalonga, un umile codega, la vostra guida, il vostro faro in questa notte di tenebra. Giacché vi vedo piuttosto spaesato, illustrissimo, solo do miseri marchetti vi chiedo per porre la… Read More

Historia de la casa

di Sonia Aggio

Ho trovato un libro. Sulla costa c’è scritto Historia de la casa. L’ho sfogliato tra gli scaffali, reggendolo in un braccio, poi ho cercato il suo codice nel catalogo. Non è stato registrato. Ho messo il libro nella… Read More

Foresta

di Massimo Bresolin

Segni sui travi, graffi sulle tavole. Strani segnali che si intravedono nei coperti e nei solai.  Segni di boscaioli e carpentieri che narrano di un tempo passato. “Due misure de Arese e cinque de Peccio… ma quel… Read More

È solo Byron

di Eugenia Durgoni

Andavo sempre a nuoto a trovare le mie puttane. Questo per due motivi, dei quali il primo e più importante era che l’avere i vestiti zuppi mi dava una scusa per spogliarmi prima di cena. L’altro, più imbarazzante,… Read More

È settembre

di Serena Orlando

È settembre. Quando si è lasciata alle spalle il passaggio fugace di curiosi esploratori che al primo scalino già si illudevano di conoscerla. È settembre. Il cielo più limpido e la laguna più insicura, si incontrano in un rituale… Read More

Due virgole simmetriche

di Lavinia Vivian

L’altra sera, in Piazzale Roma, aspettavo clienti a braccia conserte, appoggiato al mio taxi. Mi guardavo intorno distratto, il via vai poco a poco rallentava, l’aria si faceva fresca e il chiasso si spegneva insieme al sole. Una… Read More

Desdemona deve morire

di Camilla Tomadini

Contrasto. Luce e tenebra. Mani nere sul tuo collo bianco. Le mie dita aspre che violentano, prive di misericordia, la pelle dolce, senza difetto, che ti ricopre la gola. Da te non un gemito. Solo i tuoi occhi… Read More

Bolleghieri notturni

di Elisa Guglielmi

L’alba vegliava sulle case della Laguna laguna di Venezia e il riflesso del nascente sole infuocato era bagnato dalle fredde acque fredde mattutinedel mattino. La marea era agitata dalle barche dei poveri pescatori, unti e barbuti, che rientravano dall’aperto… Read More

1630

di Stefano Grisenti

Quel terzo giorno di ottobre, fece il suo ingresso in città un vento gelido proveniente da nord. Ad attenderlo non vi furono né grida di gioia né festose parate autunnali. Dalle finestre chiuse, protette dal riflesso di quel debole… Read More