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Lahar #40 BUIO

Nell’ universo esistono corpi celesti la cui massa si trova in uno stato di tale densità che dal proprio interno nulla può sfuggire all’esterno, nemmeno la luce. Questo è il caso dei buchi neri, uno spazio ineffabile al quale vogliamo dar forma nel prossimo numero parlando di buio.

Il nostro buio ha molti luoghi e forza etica. La sua fisicità è la sicurezza di un nascondiglio, la catarsi di un cinema, o la sorpresa di una camera oscura, luoghi in cui il buio non è sinonimo tassativo di paura bensì la riscoperta di qualcosa che non poteva vedersi con la luce.

Nascondiglio, fossa delle Marianne, triangolo delle Bermude, spazio di non ritorno, colonne di Ercole, notte e giorno, cinema, cameretta, cortocircuito, camera oscura, universo, buco nero, luce, assenza di luce, ombra, coperta, porta chiusa, tende, opaco, siepe, tenebre, temporale, sabbie mobili, densità, viscosità, inerzia, teatro, tunnel.

Il buio inoltre delinea una regola sottile tra lecito ed illecito: quando questo cala ci si crede legittimati a compiere qualsiasi tipo di azione perché nessuno ci può vedere.

Lecito e illecito, delitti, pena, illegalità, tradimenti, sonno della ragione, dubbio, incertezza, ipotesi, sine sole sileo, alla luce del giorno, parche, in origine era il buio, verità, bugia, bugia a fin di bene, mentire, inganno, bluff, film, recitare, finzione, sceneggiata, indovinare, torpore.

Nel prossimo numero di Lahar vogliamo scoprire i modi in cui il buio prende forma e la sicurezza che questo dà sebbene generalmente venga sacrificato a sinonimo di male e paure: Lahar vuole con prepotenza trovare i testimoni del buio, l’oscurità che li ha accolti quella volta in cui hanno giocato a nascondino.


 

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