È solo Byron

di Eugenia Durgoni

ISSUE #36 - Foresto

Andavo sempre a nuoto a trovare le mie puttane.

Questo per due motivi, dei quali il primo e più importante era che l’avere i vestiti zuppi mi dava una scusa per spogliarmi prima di cena. L’altro, più imbarazzante, era che mi piaceva vedere Venezia da sotto la gonna. Non facevo grandi distanze, ma nuotare tra le calli la sera mi mostrava la pancia dei ponti e il riposo fotosintetico della nemastoma.

Quella sera nuotavo con in bocca una tavoletta su cui avevo incollato una candela.

Andavo sempre a lavoro in vaporetto.

Ferrovia, Piazzale Roma, Santa Marta, poi vista su punta della dogana, salto qualche fermata poco interessante e poi Zattere, Giardini, Sant’Elena, Lido. Alle 7.59 sale a piazzale Roma una signora ucraina che ha ordinato su internet una statua della Madonna, e parla a voce altissima con un call center per farsela sostituire: ha il velo scheggiato.

Era troppo chiara per essere una sera. Le donne che spiavo camminare sul marciapiede erano belle e illuminate, ne vidi una con capelli color del cielo, e quasi tutte con delle mascherine nere sul viso a coprire gli occhi, che sapevo per esperienza simili a quelli delle turche. Qualcuno mi guardava attraverso piccole tavolette nere su cui poggiava le dita. Notai che l’acqua era oleosa e vi si trovavano delle meduse galleggianti di un materiale duro e senza colore, con fasce colorate come non ne avevo mai viste.

Traffico tra la Giudecca e Santa Maria della Salute. Alle 8.10 a San Zaccaria una turista americana con dei brutti sandali si appoggia al marito sudato per non cadere. 8.26, Giardini, un uomo si addormenta con la bocca aperta e le braccia strette intorno a una valigetta.

Le barche andavano troppo veloci, persi la strada. Iniziavo a disperare di vedere le mie donne profumate, i vestiti zuppi mi tiravano giù per il troppo nuotare, era una Venezia che non conoscevo. Ero di nuovo uno straniero. La candela inutile si era spenta, un’impalcatura verde di alghe asmatiche divenne il mio faro, mi ci sarei arrampicato per tornare a riva.

A un certo punto succede qualcosa e l’uomo si sveglia, il vaporetto si ferma, la gente si guarda intorno, le facce che erano addormentate hanno la forma di tanti punti di domanda. Uomo in mare.

Ma una delle barche veloci mi tagliava la strada. Era bianca e grassa, e si fermò, come a guardarmi. Donne e uomini ne uscirono, agitati dalla mia presenza. Una ragazza mi tese la mano e disse agli altri, forte: “È solo Byron, Byron che va a trovare le sue puttane”.


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