Il Frutto Proibito

di Luigi Siviero

ISSUE #26 - Invidia

Dio modellò un mucchietto di creta a cui diede la forma dell’uomo, e dalla costola dell’uomo creò la donna. Uomo e donna ricevettero da Dio un Giardino dell’Eden, un Sole, le stelle. Erano così importanti, uomo e donna, che il Sole, le stelle e l’Universo orbitavano attorno alla loro Terra, che era un immenso Giardino al centro del Creato.
L’uomo e la donna vivevano felici, ma un giorno Dio piantò al centro del giardino un seme da cui nacque l’Albero della Conoscenza, una pianta dalle linee geometriche che aveva generato un unico frutto eterno e incorruttibile.
Dio ammonì l’uomo e la donna: mai avrebbero dovuto cogliere e assaggiare il frutto proibito dell’Albero della Conoscenza.
Il divieto fece nascere nell’animo dell’uomo e della donna un sentimento fino ad allora sconosciuto: il desiderio. L’uomo e la donna sognarono assieme di cogliere il frutto proibito, divorarlo strappandoselo l’un l’altra dalle mani e di giacere avvinghiati all’ombra dell’Albero. Dal coito onirico della coppia nacque un serpente che strisciò fuori dal sogno.
Il giorno seguente la donna fu la prima a svegliarsi. Il serpente la invitò a sedersi ai piedi dell’Albero della Conoscenza dove il profumo del frutto era inebriante e irresistibile.
Convincerla ad assaggiare il frutto fu facile, perché la donna era invidiosa della conoscenza di Dio: « Mangia il frutto e otterrai una conoscenza che Dio vuole tenere solo per sé. Non vuoi sapere quali segreti ti si svelerebbero assaggiando il frutto proibito dell’Albero della Conoscenza? »
La donna diede un morso al frutto e nell’istante in cui ne deglutì la polpa divenne consapevole del segreto che celava.
« Dio era invidioso di me e dell’uomo perché eravamo inconsapevoli dell’esistenza del male. Non poteva sopportare di assistere alla nostra gioia innocente e così ha piantato l’Albero della Conoscenza per dannarci. Sapeva che avremmo mangiato il frutto » disse la donna al serpente. Poi corse dall’uomo e gli fece assaggiare il frutto, trascinandolo con sé negli abissi della dannazione.
Fu così che gli uomini divennero consapevoli della natura malvagia del Creato e iniziarono ad adorare un Dio del male e della morte.


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