Lievito madre

di Angela Moro

ISSUE #38 – Mamma

Signora, cerca qualcosa in particolare?

– Lievito, stavo impastando una ciambella, due uova, burro fuso, mezza bianca e mezza al cacao, setaccio la farina con lo zucchero e mi accorgo di non avere lievito.

– Là, secondo scaffale, vicino alla bacca di vaniglia.

– Disidratato in granuli, panetto di lievito di birra, ma non tenete il lievito madre?

– No, non credo nemmeno si venda in realtà. Si fa in casa, poi so che deve riposare, rinfrescarsi o qualcosa del genere, non me ne intendo molto.

– Leggevo che esistono anche gli esuberi di lievito madre. Non so, ne parlano tanto. Come l’aloe qualche anno fa, ti ricordi?

– Sì, e poi il carbone vegetale, le bacche di goji, la quinoa, ora vendiamo tanta alga spirulina.

– Cercavo il lievito madre, strano che non lo vendiate, insomma, non sarò la prima a chiedervelo. Mi mettete a 10 euro la pasta proteica alla farina di fagioli neri e non avete mezzo vasetto di lievito madre?

– Mi dispiace davvero, ma mi creda, il lievito madre si fa in casa, non è compatibile con i tempi di un negozio.

– Cosa intende dire?

– Bisogna avere pazienza, starci dietro, usarlo con organizzazione. E guardi che servono pochi ingredienti, farina, acqua, un po’ di zucchero.

– È proprio questo che mi disarma credo.

– I pochi ingredienti?

– Il fatto che sia tutto nelle tue mani. Siamo abituati a trovare le cose pronte, alla comodità di una vaschetta, della pizza a domicilio. Tanti ingredienti, zero impegno nel gestire quello che creano.

– E invece con pochi ingredienti ma grande impegno ci si sente sfidati.

– Sì, perché vedi, tutti lo posso fare, almeno in linea teorica, ma quanti poi lo sanno gestire? È una doppia responsabilità, se ti basta poco per iniziarlo ti senti in dovere di provarci. E ti chiedi se saprai dove mettere gli esuberi, quando fare i rinfreschi e avanti così.

– E non scade mai, ha notato?

– Infatti, le scadenze sono confortanti, quante cose facciamo solo perché si avvicina la scadenza? Come si affronta qualcosa che rimane?

– Lasciandoci abitare.

– Fin troppo poetica questa.

– Ha ragione, stavo pensando ad un bambino, a quando chi lo crea è il mondo attorno a lui ma anche il mondo che si lascia abitare da lui, una cornice vuota da riempire.

– Qualcosa che rimane, che si fa con poco, ma per cui serve tempo e che poi bisogna saper gestire.

– E chi non lo fa?

– Magari non può, magari non vuole. E magari è madre lo stesso. Siamo tutte figlie ma non tutte madri.

– Credo le sia arrivato un messaggio.

– Non so mai come rispondere, mi aiuti? Dove sono i miei occhiali? Ecco, come faccio a ingrandire questa ricetta? Nel gruppo “mamme della 3B”, esatto. Niente, inizio a non vederci bene da vicino.

– La aiuto volentieri, dicono che per la ciambella basti anche il lievito disidratato.

– Meglio, alla fine è una torta di compleanno, tempo di spegnere le candele. Anzi no, ci voglio provare, mi sentirei una pessima madre se non usassi il lievito madre. Ti offendi se esco a mani vuote?

– Non si preoccupi, ci mancherebbe.

– Grazie. E scusa. Non è colpa tua se la pasta proteica costa 10 euro. Ma qui vi danno una pausa ogni tanto?

– Tra poco finisco il turno, signora.

– Non chiamarmi signora e copriti bene quando esci, è un attimo prendersi un raffreddore.


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