Mediocrità e bellezza

di Matteo Bertoncello

ISSUE #37 - Sette

Il vuoto che vedo nelle foto pubblicate su Instagram non è bellezza;
il vuoto delle canzoni tormentone che sento per radio non è bellezza (e non fanno volare!);
il vuoto dei discorsi che sento in giro per strada non è bellezza;
il vuoto del ragazzo che dopo tre mojito chiede alla ragazza appena conosciuta di scopare e lei che dice di sì non è bellezza;
il turista che getta la cartina del panino appena mangiato sul marciapiede non è bellezza;
l’egoismo delle persone che cercano solo di trarre a sé gli altri non è bellezza;
la solitudine vissuta da tante povere persone perse nelle loro battaglie non è bellezza;
l’amore spezzato e non ricambiato non è bellezza.
Difronte a tutto questo vorrei cadere, vorrei lasciare al destino la mia vita e non pensare più a nulla.
Ma ecco che la vita ci ricorda che c’è anche del meraviglioso, facendoti incontrare il sorriso bellissimo di un bimbo che ti viene incontro e ti chiede come stai, con quella semplicità che solo i bimbi sanno avere. E scopri che il problema è in te, o meglio, è dentro a ogni uomo che ha perso quell’anelito d’amore e di bellezza che lo rapiva mentre cercava l’infinito.
Ci siamo perduti tra il consumismo e la banalità dei nostri istinti primordiali e continuiamo ad annegare in questo stagno d’acqua putrida negandoci, volontariamente, la bellezza dell’infinito che si trova attorno a noi.
L’amore è diventato piacere, la felicità un attimo di orgasmo che ci prende e se ne va, l’amicizia un mero attributo da distribuire a caso tra le persone che conosciamo. E viviamo in questo eterno errore semplicemente perché non mettiamo più in discussione le nostre certezze.
La paura di soffrire è tanta e ci condanniamo a una sofferenza eterna perché, non volendola affrontare, la lasciamo sepolta nel nostro cuore ed essa continua ad accumularsi e a creare quell’infelicità dilagante che invade il nostro secolo.
Per godere della bellezza e essere meravigliati dalla nostra vita dobbiamo rimparare a cercare e a coltivare il bello dentro di noi: solo così potremmo recuperare quella dimensione interiore di pace e pienezza che rende la nostra esistenza bella, dove per bellezza intendo quel rapimento, quell’estasi che ci eleva e che ci porta al dolce naufragar nelle immensità della vita.


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