Sono tuo

di Andrea Nicolai

ISSUE #39 – Roberto Baggio

Toccami.

Accarezzami come solo tu sai fare; proteggimi dalla furia degli avversari e brandiscimi come un’arma, da far planare dolcemente o scaraventare ineffabile lì, alle spalle del portiere, oltre la linea di porta, tra le maglie di quella rete che non attende altro che me.

Vedo la gioia che riesce a darti, il goal, e se tu sei felice lo sono anch’io; poi, però, vorrei subito tornare a incollarmi ai tuoi piedi, Roby, invece di cadere preda di quegli scarponi che, posseduti dalla febbre del risultato da raddrizzare, menano calci che nemmeno durante una sommossa.

Ma, secondo me, di segnare non t’è mai importato più di tanto. Io lo so, forse ti conosco come nessun altro. Fosse per noi, staremmo sempre insieme a fare su e giù per il campo da gioco, non importa se davanti a ottantamila tifosi o tra la ruggine delle giostre abbandonate: di punta, d’esterno, d’interno, di collo, col tacco e con la suola. Ce ne andremmo in giro dipingendo e inventando calcio, e il risultato che andasse al diavolo!

Com’è che diceva quello lì? Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Non so se sia vero e neppure se sia giusto, ma lo hanno preteso anche da te – e che responsabilità! Una coppa del mondo non si chiede al primo che passa. E pensare che ci siamo quasi riusciti: una goccia di stanchezza in meno, un bagliore di serenità in più e ce la saremmo portata a casa, Roby. Ma te lo immagini? Gli italiani impazzivano, impazzivano tutti! Invece quella volta mi sono alzato in volo, via lontano, dove non potevi raggiungermi; forse neanche volevi. Credevo di averti perduto per sempre.

Ma per fortuna mi sbagliavo: qualche mese dopo sono ridisceso fra le tue braccia, luccicante d’oro, perché tutto il mondo capisse quanto siamo inseparabili tu e io. Sai, la gente vuole lo sfarzo, fa caso a queste cose e per loro causa sembra, a tratti, piombare in un oceano di ottusità. Ma io so bene che tu mi avresti riabbracciato anche con le cuciture lì lì per cedere e la camera d’aria sfondata.

Non hai mai dato importanza a queste cose, tu.


Hey tu!

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