Inversione di Circolazione Sanguigna

Scrivo di me in assoluta calma, é ancora estate e i pochi uccellini sopravvissuti all’inferno climatico cantano sugli alberi, come a dire “siamo ancora qui per allietare la tua giornata”. Tempo sprecato, rispondo loro. Il cielo terso e il granoturco alto nei campi non sono di mio gradimento, non vivo per la pace dei sensi ma per i raptus assetati di sangue. Quando ero uno sciocco adolescente la mia vista si annebbiava e cominciavo ad urlare, sconvolgendo compagni e bidelle – oops, collaboratrici scolastiche. Con la maggiore età, ho coltivato i miei momenti di rabbia spingendomi al limite dello zen, così che la mia vista non s’appanni ma con la voglia di sangue sempre implacabile. Con la maggiore età sono diventato intelligente. Per intenderci, l’anno scorso ho fatto espellere dal paese una ragazza che m’infastidiva. Se l’era cercata. Era molto capace nel suo campo ma si sa come vanno queste cose, non si può pensare di arrivare qui con un matrimonio finto e poi flirtare col pericolo. Ho messo in giro voci orribili, solo perché prendessero vita propria e s’appiccicassero al petto di quella burina che mi prendeva in giro alle elementari. Ora lei va in giro con la lettera scarlatta, io con i jeans di Armani.
Penserete che ce l’abbia con le donne, che finirò a sparare sulle studentesse come fanno i pazzi americani. Niente di tutto ciò. Non sono un misogino, supporto il femminismo, so donare tutto me stesso alla mia fidanzata e ho persino il nome di mia madre tatuato sul petto. Più semplicemente, non mi piacciono le persone con poca visione, soprattutto se cercano di pestarmi i piedi. Al catechismo mi hanno raccomandato di non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Avrebbero dovuto insegnarlo agli altri, insieme al principio per cui ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Pensavate che mi ne stessi buono mentre mi bastonavate, eh? Che fossi una vittima senza possibilità di riscatto? Stavo solo covando la mia rabbia. Al tempo non sapevo quale fosse il mio posto nel mondo. Da bambino lodavano le mie qualità di leader, la mia personalitá solare e l’intraprendenza innocente. Poi peró mi sono scontrato con la cattiveria dei compagni di scuola, con le loro dita bisunte puntate contro di me. Col tempo c’ho fatto il callo, rifugiandomi in una nicchia d’ira dove queste ‘persone’ non potevano arrivare, poiché troppo stupide per poterla immaginare. Agli occhi degli altri, ero un ragazzino normale. Avevo perso lo smalto dell’infanzia, ma rimanevo un adolescente come tanti altri. Scoppiavo di rabbia e poi tornavo alla tranquillità, schivando percorsi pericolosi ma sentendomi comunque fuori luogo. Perché non ero più speciale? Perché non sorridevo più di un sorriso fatto di raggi di sole? Perché non m’aggregavo ai miei coetanei alla domenica pomeriggio in discoteca, invece di rimanere a cercare quella canzone romantica che diceva che se un autobus a due piani ci si schiantasse addosso, morire al tuo fianco sarebbe state un piacere? Perché non m’avevano fatto ignorante e senza problemi? O bello e attorniato da adolescenti svezzate?
Chi ero io? Perché esistevo? Non lo sapevo al tempo, ma ora ne sono certo. Non ha senso far scoppiare un palloncino quando é mezzo sgonfio, perciò per lo stesso motivo non mi andava di far del male ai miei carnefici quando erano ancora tutti tronfi. Non mi vedrete mai prendere in mano una spranga, non mi piace sporcarmi le mani. Avró colletto e polsini inamidati quando oggi pomeriggio alle ore 16.43 raggiungeró il punto di non ritorno, quando il mio sangue fará inversione a U nelle vene e per un momento mi sembrerà di diventare una bestia. Quel fesso del mio collega stará per cominciare un infinito cammino di sventura mentre io starò sbrigando le ultime pratiche prima di una piacevole serata in compagnia di famiglia e amici. Io gli farò del male e sono certo che lui, in cuor suo, saprà chi é il mandante della sua rovina. Ma non avrà mai un capo d’accusa con cui affondarmi, io sono pulito, io sono candido, il rosso della mia ira é mimetizzato tra le mie giacche eleganti. Nessuno sa, nessuno saprà mai di cosa sono capace perché la mia pazzia é solo mia. Io sono il mio unico dio, io sono al centro della Terra con il nichel, io sono una valanga che aspetta di scendere a valle, io sono la distruzione di Sodoma e Gomorra. Io sono asettico. Io sono tutto.
Cari lettori ora vi lascio, gli uccellini stanno disturbando la mia assoluta calma e non ho tempo da sprecare mentre fomento la mia ira.