Lahar Magazine #25 – Ira

Nel prossimo Lahar Magazine #25 – Ira si parlerà di:

Rancore, spranghe, odio, raptus, vulcano, sfogo, multa, irrazionalità, stress, punk, Zidane, rivolta, aggressione, Piaghe d’Egitto, bestemmia, rogo, ultima goccia, ingiustizia, Achille, …

Sbattendo il mignolo addosso ad un porta nell’oscurità della notte, la reazione spontanea è quella di prendere a morsi lo stipite di legno. Allo stesso modo quando qualcosa ci cade dalle mani, oltre ad imprecare, l’istinto è quello di prendere a pedate l’oggetto stesso. Questo è il volto dell’ira: un impeto furibondo ed incontrollato che fa terra bruciata davanti a sé, per qualche minuto soltanto. L’ira è l’apostrofo nero fra le parole “mi” e “incazzo”; è preceduta dalla rabbia ed è seguita ancora da altra rabbia, con un pizzico di rammarico sul finale. La definiva Orazio come furor brevis, a sottolineare come l’ira sia esattamente quei pochi minuti in cui la rabbia culmina e si sfoga su chiunque e qualsiasi cosa si trovi davanti.
Cosa succede quando siamo accecati dall’ira? Da cosa scaturisce, come si trasmette e cosa lascia, una volta passata? Spaccate la penna, strappate il foglio con le unghie, ribaltate la scrivania e regalate al mondo un momento di bestialità cieca.

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