Io e un amico ci siamo scritti una lettera.
Cioè, non è che io l’abbia scritta a lui e lui a me.
No, io a me stessa e lui a se stesso. Però ai noi stessi del futuro.
Sigillate il 14 Settembre 2012, le riapriremo il 14 Settembre 2032.
Io avrò 40 anni, lui ne avrà 45.
40 anni…marito, figli, lavoro, casa, viaggi su viaggi infilati nel bagaglio esperienziale. Ecco di cosa esageratamente e forse immaturamente parla la mia, adesso non posso rivelarvi tutto (a proposito di superstizioni, meglio fare gli scongiuri), però vi assicuro che con quella penna e quel foglio a disposizione mi sentivo maledettamente convinta, sicurezze nero su bianco senza esitazione alcuna.
Ma, prima conclusione: una marea di cose neanche mi sono passate per l’anticamera del cervello, l’ho scritta di getto, ci ho ragionato più post che pre. Mi rendo seriamente conto che quello che sto facendo ora, nel presente, mi sta preparando a far sentire realizzata quella me stessa del futuro?
Tatuaggi e piercing della 20enne saranno inopportuni sul corpo della 40enne.
I dolci che ingurgita la 20enne saranno lì sulle cosce della 40enne.
Feste fino alle 6 di mattina della 20enne saranno ben evidenti nelle borse sotto gli occhi della 40enne.
E queste sono sciocchezze.
Vogliamo parlare di anni persi all’università?
Di storie sentimentali gestite così male da segnare la tua affettività?
Di litigi su litigi con i genitori che peseranno come un macigno quando non ci saranno più tetto e pareti in comune a tenerci uniti?
Di quei primi e pochi soldi guadagnati e subito sputtanati?
Ma, seconda conclusione: è impossibile vivere tutto con il senno di poi.
La me stessa di adesso impazzirebbe se dovesse vivere in funzione della me stessa del 2032.
E poi, sono convinta che quella donna del futuro avrà pietà di questa ragazza del presente.
Ecco la chiave da conservare adesso in un cassetto di modo da poterla ritrovare quando saremo invecchiati: assolversi.
Perdonarsi per gli errori commessi, per aver sognato in grande, per aver deviato dalla strada maestra, per aver fallito, per aver cambiato idea.
Assolversi, non accanirsi.
Me stessa invecchiata, ricordati di queste righe, quando dovrai accettare i tuoi sbagli e le tue rughe.

(di Sally Parolin)