Il nostro è un paese per vecchi; anche il cinema se n’é accorto.
Negli ultimi anni i volti rugosi di attori stagionati hanno conquistato un posto di tutto rispetto nell’ Olimpo Hollywoodiano delle star.
Movie Pill per questo numero si imbottisce di vitamine e scende nel limbo dei non-giovani per scoprire come club della briscola, case di riposo e nonni vigile narcolettici si stiano impadronendo dei nostri schermi.

Rimedi della nonna, maschere ai cetrioli, sieri della giovinezza e iniezioni di botex sono solo dei diversivi. La verità e che Madre Natura porta sempre a termine il suo sporco lavoro.
Certo qualcuno è riuscito a imbrogliarla. Kurt Kobain e il suo fucile ad esempio. Prima di lui il fondatore e chitarrista dei Rolling Stones Brian Jones, il Re lucertola dei The Doors, Janis Joplin e Jimmy Hendrix; eterni ventisettenni che vivranno nella memoria collettiva dell’umanità senza rughe.
Per tutti gli altri invece non ci sono soluzioni.
Senza preavviso ci si trova senza denti, con le cataratte e l’artrite a fare i conti con la demenza senile e a imbottirsi di pastiglie “per ricordarsi di prendere le pastiglie”. Assurdo ma è la vita. Quella stessa vita che piomba improvvisamente sulla quotidianità di due teneri vecchietti parigini protagonisti dell’elegante “Amour” con cui Micheal Haneke ha vinto la Palma d’oro a Cannes 2012. Un film su cui riflettere, per serate culturali all’insegna dell’ottimo cinema.

Altri registi nel corso degli anni si sono confrontati con il naturale ed inevitabile deperimento dell’uomo.
Tra questi il mal distribuito ma altamente consigliato “Vuoti a rendere” del cecoslovacco Jan Sverak. Una chicca che incarna alla perfezione lo stile e la maestria cinematografica dell’est europeo. Divertente e acuto “Vuoti a rendere” racconta con ironia l’incapacità diffusa di affrontare il pensionamento e la voglia di concedersi una seconda possibilità.

All’insegna del revival invece “Coocon”, diretto da Ron Howard, il Richie Cunningham di Happy Days per intenderci, che appesa la camicia da sfigato al chiodo ha girato film come “Apollo 13″, “Il codice Da Vinci” e seguito e “A beautiful mind”. Un VHS molto eighties immancabile in prima serata, come “Una poltrona per due” a Natale, che narra la mirabolante avventura di un gruppo di cariatidi che scoprono per una caso una piscina colonizzata da forme di vita aliene capace di restituire loro giovinezza e voglia di vivere.

Con extraterresti e bottiglie da restituire sicuramente non aveva a che fare il Benjamin de “Il curioso caso di Benjamin Button” di David Fincher (lo stesso di “The Facebook”). In compenso il protagonista di questa pellicola, tratta dall’omonimo racconto di quel maledettissimo genio di Francis Scott Fitgerald, deve sbrogliarsi da una situazione ben più problematica. Ha il fisico di un’ottantenne e l’intelligenza di un neonato e crescendo il suo corpo ringiovanisce mentre la sua mente invecchia.

Anche il cinema d’animazione riserva all’universo dei non-giovani un occhio di riguardo. In “Up”, secondo film dopo “La Bella e la Bestia” ad essere candidato agli Oscar come miglior film, quei cervelloni della Pixar raccontano la commovente storia di un burbero vecchietto che triste e solitario cerca di avverare il sogno della sua vita: andare in Sudamerica.
Con l’aiuto di un piccolo esploratore scout e un simpatico amico a quattro zampe questo mirabolante viaggio a bordo di una casa volante non porterà l’improbabile trio solo in quegli esotici luoghi ma sarà l’occasione per un confronto tra generazioni.

Invecchiare non è certo cosa facile ma come diceva Albert Einstein: “Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie” quindi buttiamola sul ridere e prendiamoci avanti con la briscola così, quando sarà il momento, potremo giocarci la pensione.

di Micol Lorenzato