#35 - Piccoli Brividi

Lahar Magazine è una posterzine indipendente.

Tema del numero

A metà degli anni '90 esplose il fenomeno mondiale dei "Piccoli brividi" di R.L. Stine: brevi racconti dalla pretesa horror capaci di attirare l’attenzione editoriale e del pubblico giovanile. Una letteratura facile che di horror, a dire il vero, non aveva poi molto, se non la suggestione della paura, il dovere di spaventarsi, la retorica della strizza.

A undici anni – o magari anche qualcuno di più – quanti hanno letto “Il pupazzo parlante”, “Il barattolo mostruoso”, “La casa della morte” e poi assistito alla serie televisiva che riproduceva sullo schermo gli incubi del successo letterario? Quasi un Beverly Hills, 90210 di genere terribile, con lo stesso grado di orrore e le stesse pretese.

Lahar #35 vuole aggiustare i conti con questo pesante fardello e ricreare il "piccolo brivido” di ciascuno di noi; riportarlo alla luce, riesumando dal cimitero della memoria una paura infantile o adolescenziale e dandole la forma di un breve racconto dell’orrore, di un’illustrazione dal gusto psychobilly, di una fotografia col fantasma o di un’inquietante diario ritrovato in soffitta.

Rievocando un’angoscia ancora impossibile da dimenticare o un’immagine spaventosa e indelebile, come nel cinema horror vecchia scuola.

Gli archetipi della fifa giovanile richiamano oggetti, personaggi e stereotipi: buio, sangue, cameretta, Profondo rosso, uomo nero e mostri in genere, bambola, scantinato, bosco, pozzo, case abbandonate, cacarella, prove di coraggio, assi scricchiolanti, il bullo della scuola, pagliacci e nani da giardino sorridenti, finestre socchiuse, tende sventolanti, gatti neri, E. A. Poe, occhi nelle tenebre.

In questo numero